giovedì, 25 ottobre 2007,12:49
Sul blog di Littlepot ho letto un dato che mi lascia in parte rattrappita, in parte agghiacciata:

"Lo sapevate che in Italia i poeti, coloro che in qualche modo sono venuti alla luce in quanto tali (attraverso una pubblicazione o internet o una lettura pubblica), ammontano a due milioni, e dei 125 titoli che si stampano ogni giorno la metà è di libri di poesia? E avete mai riflettuto sul fatto che ad "amministrare" la sterminata massa della loro produzione si contano non più di una dozzina di persone, tra editor e consulenti delle uniche case editrici (quelle serie, prestigiose) che pubblicano volumi di poesie? In un anno infatti solo 30 libri di poesia hanno le spese di stampa e distribuzione coperte dagli editori. Tutto il resto è desolatamente a pagamento."

Cioè su
45.625 libri di poesia pubblicati in un anno solo 30 non sono pagati dall'autore stesso! Quindi 44.595 (!!) vengono auto finanziati, spesso con somme significative, per ricevere una distribuzione nulla (a parte le copie affibbiate all'autore stesso). La cosa mi mette tristezza e mi chiedo che senso abbia sovvenzionare il sedicente editore. La colpa è tutta degli autori che sono disposti a pagare. Ma non è meglio l'anonimato senza beffa dell'anonimato con la beffa del portafoglio svuotato?
Che soddisfazione dà stamparsi un libro sapendo (perché lo sapete vero?) che quello stesso editore previo adeguato compenso darebbe alle stampe anche i racconti di Salvo Veneziano (vedi Gf 1. In termini di italiano corrente il livello non era dei migliori)?
Alcune delle case editrici che chiedono somme ingenti sono note e, con mia grande sorpresa, vedo che lavorano parecchio (nel senso che su molti blog vedo che il poeta o il narratore di turno hanno scelto di pubblicare con quella casa editrice). Io amo leggere autori sconosciuti ma non comprerei mai un libro che so essere stato pubblicato come lo sarebbe stato qualsiasi altro (anche un abbecedario per intenderci o i meglio motti di padre Cionfoli) previa dis-onorevole (per l'autore - finanziatore) liquidazione della parcella dovuta. A questo proposito ho sentito cifre oscillanti dai 600 ai...5000 euro!
Deprimente.


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giovedì, 11 ottobre 2007,13:50
Francesca Fasoli
“Colori d’organza. Dove una sillaba è supina, e l’altra ciondola a gambe sospese”





Belgioioso 05 ottobre 2007 - Ispirazione, evocazione, creatività… questi gli ingredienti alla base della magia che si svela in “Colori d’organza. Dove una sillaba è supina, e l’altra ciondola a gambe sospese”, mostra personale di Francesca Fasoli, in esposizione al Castello di Belgioioso, dal 5 all’8 ottobre 2007, durante il Next Vintage.

Nella suggestiva cornice del Castello di Belgioioso saranno esposti acquerelli ispirati dalle sensazioni, emozioni e immagini delle seducenti liriche di Maeba Sciutti (Lingue di piume, ARPANet, 2007) a loro volta evocate dalle suggestioni derivate dalla consistenza, dalla brillantezza e dalla trama di
velluto, organza, seta, tulle e pizzo.

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giovedì, 11 ottobre 2007,10:49
Estremismi variegati.




Suggestione, bellezza, insicurezza, precarietà.
(Ogni tanto mi invento delle parole. Descrizioni approssimative, surrogati instabili, malinconie).
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giovedì, 04 ottobre 2007,12:03
Eventi.

“Colori d’organza dove una sillaba è supina e l’altra ciondola a gambe sospese. Poesie acquarellate”

Dal 5 all' 8 ottobre 2007 durante il Next Vintage al Castello di Belgioioso (PV) sarà possibile ammirare la mostra di acquarelli, curata da ARPANet, ispirata da "Lingue di piume" di Maeba Sciutti.

Non mancate!



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