Angolazioni per un collage di frammenti sparsi

"...Allora fu solo ripetizione: sguardo annodato allo sguardo, andante in loop una processione di strade, periferie smantellate, riccioli di pensiero a piombare sulla schiena dove la carne è un arco divelto, angolazione spossata per solo ritorno, giacenza di piastrelle su veli tolti allo sguardo..."

"...Anche quando uniamo i palmi restiamo unità che scontrano l'epidermide senza speranza di unione. Se potessi guardare oltre la fronte vedresti una filigrana di parole attraversata per onde, sismi, infiltrazioni di colore, iperboli di immagini come piccoli terremoti. Il tuo significato radica modificando l'orografia del genoma, spostando l'asse dell'assiderazione..."

"...Allora la fronte è un rimando di blu, variazione liquida di un Notturno di Van Gogh, che appiccichi sul televisore spento finché anche il tuo paese è un paesaggio dipinto, succo d'immaginazione per gambe leggere dove ogni convessità trova un'impronta concava che la contiene e tu sei l'incastro perfetto per ogni superficie..."

"...Nella ore peste il proiettore illumina il centro della fronte mandando in sequenza un piccolo vortice: colori e busti intagliati nell'ansia. C 'eri tu, muri rossi e la paura portata sottobraccio quasi fosse un bagaglio o un gemello siamese che rimane a masticare nell'ombra mentre ti parassita la colonna vertebrale.
Ve ne andate così, qualche volta la sera, lasciandovi i polsi sull'uscio..."

"...Così restiamo immobili, inconsapevoli l'uno dell'altro come due boccioli che, per caso, condividono lo stesso vaso..."
(Inserimenti visivi dall'alto verso il basso: Don Li Leger, Carol Robinson, Pol Ledent, Shirley Novak, Noah)








